Alla scoperta di Oxford

E così, quasi senza accorgersene, è passato il primo mese ad Oxford.
Strana sensazione, quando sembra che un solo giorno duri un’infinità e poi ci si rende conto che ne sono già trascorsi più di trenta.

Da dove iniziare?
Dalla città, sicuramente.
Oxford è… magica. Non trovo un altro termine che possa esprimere meglio le emozioni che si provano qui. Al di là dei turisti, dietro le decine di lingue che si incontrano nelle scuole di inglese, la città regala bellezza. Basta camminare in una via poco trafficata, fiancheggiare monumenti o esplorare i parchi, per scoprire infinite meraviglie e restare semplicemente ammaliati.
Ad Oxford gli alberi sussurrano antichi racconti e la luce muta mille volte al giorno. Assieme al tempo, volubile come una dama capricciosa. E così si passa dal tiepido sole, alla pioggia e poi di nuovo al sole, con mille e mille sfumature che rallegrano l’anima (o danno il via ad irripetibili imprecazioni, a seconda dei casi)! Sarà che io adoro quando nel cielo azzurro si rincorrono nuvole bianche, grigie e viola. O quando il vento si alza all’improvviso, agitando i capelli, e un secondo dopo piove!

Ma com’è stato duro l’inizio, tra l’inglese che sembrava un flusso di suoni sconosciuti e la vita in tenda (!!!) in attesa di trovare una casa!
Sarà anche che non è stato amore a prima vista, con Oxford. Vuoi perché durante i giorni di campeggio è piovuto ininterrottamente (per rendere l’idea, anche gli inglesi erano stupefatti), vuoi perché i primi tempi è stato tutto un correre a destra e a manca, tra agenzie immobiliari, scuola di lingua e biblioteche (elette a mio nuovo ufficio). O semplicemente perché all’inizio ero incuriosita e sospettosa, come un gatto.

Poi… magia! Casa trovata, fuga dal campeggio e – Incredibile! – la lingua sempre meno estranea, sempre più familiare.
E la sensazione – difficilmente esprimibile a parole – che qui qualunque cosa sia veramente possibile. Al di là delle frasi fatte, è una percezione concreta, incredibilmente reale. Possibilità, meritocrazia, creatività. Anche ora, anche in tempi di crisi, c’è la sensazione che qui le cose si muovano.
O forse è sempre così, quando si abbandonano le certezze e ci si rimette completamente in gioco…
Non sono tutte rose e fiori, ovviamente, ma non è questo il punto. Quello che mi colpisce è il risveglio del desiderio e della voglia di fare. E’ l’impennata di energia. E’ il sentirsi completamente a proprio agio, l’impressione di essere “a casa”. Anche quando si fa fatica a comunicare, anche quando si incontra un negoziante e non-si-capisce-niente, anche quando i soldi sono da centellinare e si va avanti con un paninetto preparato al volo.
E’ lo spazio per i giovani (ma anche per i bambini, gli anziani, i quarantenni, i nonnini ultracentenari, …).
In una parola, è il rispetto. Il senso civico, l’educazione, l’attenzione per i dettagli e per gli altri.

Un primo mese di scoperta, dunque. Della città e delle abitudini inglesi, dei diversi modi di fare, di un nuovo modo di vedere le cose.
E di Londra, ovviamente. Soprattutto ora, che con le Olimpiadi è piena di colori e bandiere da tutto il mondo. Che poi, a pensarci bene, per la capitale inglese non è proprio niente di strano…

La nostra prima casa XD

Oxford dà il benvenuto… e tutto splende!

Parchi immensi ad un passo dal centro *_*

Piccole meraviglie

Museum of Natural History

Luci di Oxford!

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Comments

  1. Un post davvero bello! E pure ricco di messaggi positivi : D (Sbalorditive le foto ❤ )

  2. Pelle d’oca Giusy… sei bravissima!!!

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